Il distintivo di appartenenza al Corpo Prefettizio

Il distintivo di appartenenza al Corpo Prefettizio

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Il decreto 15 luglio 2004 (Gazzetta Ufficiale n. 173 del 26 luglio 2004), istituisce il distintivo di appartenenza al corpo prefettizio.

Il distintivo deve essere applicato dai prefetti, viceprefetti e viceprefetti aggiunti, nonché dai consiglieri al termine del primo anno di corso, superato il periodo di prova, nell’esercizio delle proprie funzioni.

Lo scudetto circolare interno, interamente dorato, reca al centro l’effige dell’Italia turrita circondata da due fronde, di quercia e d’ulivo, raffigurate nell’emblema della Repubblica italiana. Le foglie di quercia e d’ulivo sono simboli storicamente ricorrenti anche nell’uniforme storica e simboleggiano – rispettivamente – l’autorità e la cura della pace pubblica. Lo scudetto interno e’ collegato alla corona circolare esterna mediante quattro razze dorate disposte a croce nei punti cardinali.
La corona circolare esterna reca, su un fondo smaltato di colore blu, nella semiarea superiore, le parole «Corpo prefettizio», in lettere maiuscole romane dorate; interposte fra ciascuna delle lettere le quindici stelle della bandiera europea; nella sezione inferiore della corona, tre porzioni della stessa sono colorate, a smalto, con i colori della bandiera italiana. Il distintivo è realizzato in conio in ottone
E’ introdotto inoltre l’obbligo di portare tale distintivo in occasione di festività rilevanti quali la festa della Repubblica (2 giugno); la festa della Liberazione (25 aprile); la festa del Lavoro (1 maggio); la festa delle Forze armate (4 novembre) ed infine la festa di Sant’Ambrogio, patrono dei funzionari prefettizi (7 dicembre).

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