La vicenda delle trascrizione dei matrimoni contratti all’estero fra persone dello stesso sesso

La vicenda delle trascrizione dei matrimoni contratti all’estero fra persone dello stesso sesso

 

Fra l’estate e l’autunno 2014 ha tenuto banco per mesi  la vicenda relativa alle della trascrizioni dei matrimoni contratti all’estero fra persone dello stesso sesso.

Alcuni sindaci, fra cui quello di Bologna, avevano ordinato che questi matrimoni fossero regolarmente trascritti  nei registri dello stato civile.

I Prefetti, titolari del controllo sulla corretta gestione dei servizi di anagrafe e stato civile (competenza statale esercitata dai sindaci su delega) non potevano che invitare a revocare le trascrizioni e in mancanza, disporne l’annullamento.

La polemica che ne è seguita, assolutamente fuori luogo, essendo chiaro a tutti che il nostro ordinamento non consentiva tali trascrizioni, si è conclusa definitivamente con il pronunciamento del Consiglio di Stato del giorno 8 ottobre 2015.

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Definitivo sul punto il Prof Vladimiro Zagrebelsky (vedi articolo apparso sulla Stampa).

 

La prefettura di Bologna è stata quella che per prima ha sollevato il problema invitando il sindaco a revocare l’atto e le trascrizioni nel frattempo effettuate. All’invito ha poi fatto seguito il provvedimento che ha annullato gli atti illegittimamente adottati.

Una circolare del Ministro dell’Interno, nell’ottobre dello stesso anno 2014, chiariva definitivamente i termini della questione indicando anche una procedura univoca da seguire. Anche questa circolare suscitava un mare di polemiche e accuse di strumentalità sebbene in realtà non facesse altro che ribadire quanto già chiarito con altra circolare del Ministero dell’Interno del 2007.

 

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(Vedi i documenti)Img_RassegnaStampa

 

 

                   (vedi una selezione della rassegna stampa)

 

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