Sine Imperio

Quando i Prefetti contavano davvero…

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L’austera e solenne boiserie dello studio privato del Prefetto di Bologna è decorata con una scritta in lettere d’ottone che percorre tutto il perimetro della stanza.

“SINE IMPERIO NEC DOMUS ULLA NEC CIVITAS NEC GENS NEC HOMINUM UNIVERSUM GENUS STARE NEC RERUM NATURA OMNIS NEC IPSE MUNDUS POTEST”

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La traduzione fedele, anche se non bellissima, suona così:

“senza una guida non può restare salda una casa, non una città, non una nazione, non l’intero genere umano, non la natura tutta, non l’universo stesso”.

Con l’amico Ivano Dionigi, rettore emerito dell’Alma Mater e latinista eccelso, abbiamo provato a darne una versione, forse, meno fedele al testo ma più alla sostanza:

 “LA CASA, LA CITTÀ, LO STATO, L’UMANITÀ INTERA, LA NATURA IN OGNI ASPETTO, L’UNIVERSO: NULLA DI TUTTO QUESTO, SENZA UNA GUIDA, RESTA SALDO”.

Considerato il posto in cui la scritta è collocata mi pare chiaro a chi, nelle intenzioni dell’autore, dovrebbe essere affidata la guida….ma questo, appunto, succedeva …quando i Prefetti contavano davvero.

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